archivio scrittura sperimentale

FRAMMENTI CAOTICO/SONORI


     
        




ASSONNATI SONNAMBULI SUSSURRANO SONNIFERI
SUONANDO STRUMENTI A FIATO PESANTE

FIAMMIFERI INFIAMMABILI DELLE LORO ANIME

ASTONANTI STAMBECCHI TUTTORECCHI
ASCOLTANO I LORO FLAUTI STORFIANTI
GRIFFIANTI ARTIFICIALI … MUSCHIATI MUSICISTI

NASCOSTI...

E IL MARE LAGGIÙ … LAGGIÙ IL MARE , IL MARE

CREATORE D'ONDE STRUGGENTI...

IL MARE CI GUARDA CON OCCHI AZZURRATI

CI GUARDA DAI SUOI ORIZZONTI AZZURRANTI

E SFINITI … TUMP TUMP TUMP...

SILENZI...SILENZI... SILENZI...
I pini tristi d'infiniti primi istinti...i pini infimi intristiti di finti tini primi finti minimi insistititi

ripristini di timidi pini nitidi... in primis i pini incivili intirizziti dipinti frigidi intimiditi irrigiditi

inizi di figli pigri impliciti i pini tinti...indistinti... dittici...ispidi istrici, miti militi, nidi piccini piccini... ridi? dimmi di si! dimmi di si!

Spalmo di luna l’anima imburrata…spengo la notte che divora

l ‘azzurro incompleto del mare…che sorso a sorso sorseggia

l’estuario … sorso a sorso…mentre l’acqua si fa sempre più

inquieta…sulla mia seggiolina verde pallido( per mancanza di

clorofilla) stupito e perplesso brindo a Granaccia… ma a cosa non so…con gli occhi , la mente…e quel poco cuore che mi resta , bulimico, divoro tutta la notte che so contenere:



questo cielo cieco … No! Grazie non bevo , non bevo petrolio,

ho smesso, dopo la guerra in Irak…sono viola le labbra del cuore

ma non per il vento di mare…millepiedi e serpenti solari si dissetano ai miei occhi…io bevo l’oscuro con logico disprezzo,

lacrime di cheving gum…anche la rugiada non avrà più lacrime

per l’erba domani mattina…domani mattina…quali angeli inventerà il mio cuore di mela?

Spalmo di luna l’anima imburrata … spengo la notte… buon appetito.

Coca cola? Coca a colazione, colabrodo per stomaci al Maalox…con azioni collaudate…date,date,date pure purghe da purgatorio…all’oratorio preghiere e ringhiere…per non cadere giù, in caso d’ascesa(il paradiso sta sempre lassù)… ah, lassù…lassù…lassù…non c’è più…oh, ting,tong,tric, trac…tic ,tac, tic, tac,tic, tac…il tempo tic,il tempo tac…il cuore è un pendolo,che pende e dipende… dipende ma non spende parole né prole…bè dipende…io ho prole e spendo parole…senza sesso né senso…nonsenso del silenzio…ssss silenzio! Per favore silenzio! Sssilenzio…


Sssilenzio…sssilenzio.






Millepiedi e serpenti solari

bevono ai miei occhi

campane di farfalle odorose:

storpi suoni

sulle ciglia del vento…

e sembra un pomeriggio

come tanti.











Una lepre lunare

a oriente di Burak

ascolta

riflesse galassie…

un dentice ricettivo

fluttua

nei dintorni di Saturno:

stelle più chiare

scoppieranno negli occhi:







I giunchi trafiggono

I sogni umidi di pianto

Del torrente notturno…

Sogni gialli di lune

Accumulate di primavera

In primavera…

E le spine mordono d’invidia

Le vesti leggere

Delle adolescenti

Sognate…

Chi sogna

I sognatori?











Quando non sarò più

e tu sarai

oltre Plutone

disperdi nella notte

il mio teschio…

qualcuno

viaggiando fra le stelle

forse mi scambierà

per una piccola luna

































TUTTO TACE…ASSORDANTE RESPIRA L’ANIMA… COSMOGONIE RUOTANO INTORNO ASSETATE D’AZZURRO…IO SORSEGGIO OCEANI… APPENA…PER LO STUPORE STA IL CIELO SOSPESO…A BOCCA APERTA…

L’ANIMA-FOGLIA MUORE D’AUTUNNO? VOLO DI

CORVI! VOLO DI CORVI! E PALPITA IN ME UN CONIGLIO BIANCO… SANGUINOLENTO… L’ARCO DEL CIELO SCOCCA UNA FRECCIA…

FUORI TEMPO! E GIA’ BEVO L’OSCURO CON LOGICO DISPREZZO… MENTRE L’AUTUNNO

MI VESTE DI SUGHERO… E UN TUONO MI MOSTRA I SUOI OCCHI FREDDI: SPILLI IN TERRA!… TUTTO TACE…ASSORDANTE RESPIRA L’ANIMA… SI RIFLETTE LA VIA LATTEA SUL PALMO DEL FAUNO…

L’ARCOBALENO SINTETICO SI SPEGNE

SUL FIANCO DESTRO DEL DIO MAGGIORE…

E BACIA IN APNEA LA DEA BLU CHE AFFONDA… TUTTO TACE… ASSORDANTE RESPIRA L’ANIMA… TUTTO TACE… TUTTO TACE… TUTTO TACE.







Un’altalena di nebbia

oscillava fra il pianto

e il cielo notturno…

con petali d’orgoglio

il prato rosso snelliva

il vento dai denti di luna sospesa.

se io fossi stato lì

con cuore di sabbia e monconi d’ali:

ora lo confesserei?

da Venere a picco sul cuore…

mentre la notte s’apre

in tutta la sua commozione.

qualcosa che ignoro

si aggrappa all’anima…

né dolore né gioia:

cosmica attesa…

con la lentezza di un frutto

matura

le sue profondità…

mentre affilate

le sue mani

affondano

con tutto il sangue

freddo

di cui ha bisogno

un chirurgo d’anime…

sempre restando

in equilibrio

sul papavero.

E la notte assiste

aprendosi

In tutta la sua pietà.

Stazione di provincia:

DO NOT CROSS THE RAILWAY LINES”

VIETATO ATTRAVERSARE I BINARI “

tettoia grigio – cemento armato

…………………………………

disarmante l’attesa











TREMENDO il sofffffffffffffffffffffffffffffffffice PENSIERO

affilato rasoio

e spicchi di luna

SANGUINANOTTE

affondo le dita: l’anima è guanto

DELLA MANO

sinistra.







Galleggia laggiù la nave per stupore ingenuo

la nave e la noia galleggiano

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

La

no

ia

che scorre l’occhio stanco sull’orizzonte finito.























ermetica l’aria scende grigia dai muri

U

N

U

O

MO

laggiù

con la maglia rossa discute avvinazzato



ermetica

l’aria ristagna

schiacciata dalle nubi.









aspro gusto grumoso sangue sul labbro

di

papa

vero

in

sidioso



ecco il tuo bacio-ecco il tuo bacio

!

!
!

quasi vento di scirocco

salto

nel

vuoto

ad occhi chiusi

ecco il tuo bacio- ecco il tuo bacio

!

spade

sos

pese

a

mezzaria

burrone d’acciaio

scintillante

il tuo bacio- il tuo bacio

















































Kadigatty:

muove una curva a sinistra del cielo e della sera

quasi puntuale

sulle

prime

margherite.



i muri di questa bianca stanza

In calce d’anime assopite…

anch’essi ruotano elitticamente…

perché banalizzare il fulcro

nominandolo?





Clonazione di arcangelo…

Un demone assurdo

Corre sui fili:

equilibrio

precario

della

parola







Amo

Mie sottili pazzie

Quasi fantasmi…

Piccolissimi dei

Popolano prati

A perdita d’occhio.









un uccello d’avorio

cade ferito a morte:

a

memoria

d’elefante

non

si

ricordano

precedenti.


TUTTO KUELLLLLLLLO KE

?
DIRO’ SARA’ POSIBILE CONFUTARE

(?????????????????????????????????????)

questo

rrrrrrrrrrrrracconto rrrrrrrrrrrrrumoroso

(solo un po’)

è solo un pretesto

x

una scrittura alternativa

un paradosso

(?)

un’autoironica ludica apologia

dell’ignoranza

oppure sssssssssssssssssolo

un gioco

xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

camminare un po’ sull’orlo

del precipizio dell’assssssssssurdo

ahhhh!

la notte grigia

dell’impossibile immaginario

!!!!!!!!!!







kashmir e massaprevi a ka di previ e in ta fuxinn-a

e

nubi

chimiche

a

basso

costo

ed io che mento al tempo

che ha l’occhio

opaco

noir black noir black



























L’erba respira farfalle bianche

mentre sanguina il cielo

e l’autobus azzurro

graffia la collina umida…

il tempo gioca a scacchi con Dio

e la tua voce

è un’altra farfalla …

e un’altra…

e un’altra…

qui

dove pesante muore il passo















L’armadio laccato bianco

è nostalgia malata

della notte innevata nel plenilunio

e la luna

è sciabola sospesa

suicidio della notte

tormento di Borges

sonnifero del demiurgo

e un’altra

tua

parola

non detta





















LA MORTE

non è un soggetto

è assenza

noisiamostellecheesplodonolibellulechesfioranoacquedistagninoisiamogalassiechesiallontananoinfinitiuniversicavallett efarlallelombrichimicrobielefantiroditoripiantecarnivorebucanevenoisiamopianetibuchinericreaturedelfuturo

noi

siamo presenze

essenze

la morte

solo

assenza



































TERRA!





Terra?… Terra… Terra! Terra!”

Sembra giungere dalla Santa Maria…

ma non è l’America, è Maria Carla Rossi!

Fuori il vento con superba incoscienza

semina consonanti fra i castagni selvatici…

mentre qui la terra lievita in vasi arcaici, in

nuove primitive forme.

Ventitre gradi d’arcobaleno lesso…teatralità

di una farfalla blu…

e si struccano i fiori della sera :

lacrime verdi…

mentre la luna si sdraia sui monti:

non ha parole.

Taci fiore!

La notte è serena ma non ti ascolta…

cadono stelle…

è facile tacere,

la notte sa.

Poi la notte stinge…

E l’alba nella scatola stupisce stelle.

I pini tristi intrisi d’infiniti primi istinti…

e si espande un pensiero verde;

voci che mormorano un mare:

voli lievi di uccelli lavati;

poi un argomento d’ombra si staglia nella stanza:

la terra evoca e invoca

muschi intatti.



Scrosci…catarri cerebrali, crateri e crostacei nel cranio…scrosci: e scivolo via…

scivoloso scempio. Cruenti croci e crisantemi …e salto oltre il cimitero, di tomba

in pompa(non funebre) …salto scaltro ,(ma non troppo alto), salto in lungo (abito da sera),

questa sera catarri cerebrali… crateri e crostacei nel cranio…

ma scivoloso scivolo via…

scivolo via…

scivolo via…

ssssscivolo via…







per assaporare le notti insonni del gatto polittico…

scatto dell’occhio…

all’occhio!

all’occhio!

La luna scatta dal cimitero dei poveri, a sinistra della scaltra civetta…

Un po’ superstiziosa…

E superstite imprevista…

Imperiale!

Lungo il viale la voce del bosco

Nascosto

Per paura della notte…

Alberi semoventi, più di venti, meno di trenta …

Cruenta catastrofe

Catarro della crosta terrestre…

Scivoloso scivolo via…

Scivolo via…

Scivolo via…

Scempi sciolti.





:

un microfulmine sull’indice.

Sette cieli uno sull’atro,

sei giochi infantili,

cinque pipistrelli blu,

quattro gatti grigi,

tre denti di pescecane,

due cigni nervosi…

un solo mistero: l’anima fragile.



Frammenti di fermenti

Farneticando fremono per frenare

Fragili orgasmi…

Fantasmi smaliziati che sviliscono

Sviscerando scempi e scenari:

sensazioni…solo disciolte scie…

scialbe albe.





























Scrofe schermate…scremare escrementi di scorpioni sordi…

Crampi al cranio, cronache:

è sensato solo il senso del fiume….

Silenzi…silenzi…silenzi.



Armadi bianchi, banchi di nebbia

Tibie nella nebbia bianca

Scheletri da armadio…

Amando la radio, scheletri antenna…

Antenati antennati:

vertigine

per la parola inspiegabile.





I pini tristi

Intrisi d’infiniti

Primi intinti



Pensieri tremendi sorvolano Marte

Martedì..un martedì di carnevale freddo e freddoloso doloso

Lo so, lo so! Non sarà senza stelle

Il cielo che trema e trama ma non ama…

Pensieri satelliti dunque comunque

Cinque sei sette!



Tutti con grandi tette a torso nudo sorvolano Marte

Tremuli e tremendi…

Tepori sperduti nel gelo…

Geloso?

Forse un po’ ma fra un po’ prendo il volo.





Scrosci…catarri cerebrali, crateri e crostacei nel cranio…scrosci: e scivolo via…

scivoloso scempio. Cruenti croci e crisantemi …e salto oltre il cimitero, di tomba

in pompa(non funebre) …salto scaltro ,(ma non troppo alto), salto in lungo (abito da sera),

questa sera catarri cerebrali… crateri e crostacei nel cranio…

ma scivoloso scivolo via…

scivolo via…

scivolo via…

ssssscivolo via…









































Dalla Rocca dei Corvi spicco un volo planante sulle labbra del


vento di tramontana da qui i germogli sono passioni inespresse

che respirano il vento d’aprile in quest’alba impacciata: l’arte è

una forma di stupore! Laggiù nella fragilità del sole del mattino quasi

saggio, del fumo sale… ancora muto. Suoni muschiati scivolano

dalle labbra…arcaici e inutili ; dipingo di giallo la mia farfalla più

notturna . L’erba è un poema lentissimo… tredici voci s’impigliano

nell’alba : è fragile il cielo del mio angelo estetico…una lumaca rallenta il tempo …con cautela…Ca di praevi : un passero mima se stesso

contro il cielo mentre il vento con superba incoscienza semina consonanti

tra i castagni selvatici: le ragnatele tremano… gli alberi disegnano:

inchiostro d’ombra. Afferro le dimensioni della controllata pazzia…

una nuvola fra labbra e narici: una parola fugge. Gioie assottigliate:

le onde disegnate sulle pupille… due ciminiere bianche e rosse:

bandiere di verticale cemento, l’autostrada insidia la periferia, un

aereo divide in due il cielo… l’anima fragile e appena opaca sul palmo della mano…un microfulmine sull’indice.









Giovani sistemi planetari.

La giovane bionda Luna:

Aspettate! Mi trucco…” Ma non c’è trucco, né

inganno… solo nascite di nuovi giovani mondi

(non IMMONDI) La giovane bionda è perplessa:

Un po’ di rimmel,un filino di rosso,rosso ,rossetto! Per Giove!”. La giovane Luna non sa di nuovi mondi senza

un filo di perledi cipria per il plenilunio. A ritroso nel vento

e nel tempo… nel tempio del Sole Minore,fratello(forse)

di Giovane Luna. “ Possibile che non capisca?! Quella sciagurata?” Disse il Sole,

da solo in una sala

soleggiata.








L’anima fragile e appena opaca sul palmo della mano:

un microfulmine sull’indice.

Sette cieli uno sull’atro,

sei giochi infantili,

cinque pipistrelli blu,

quattro gatti grigi,

tre denti di pescecane,

due cigni nervosi…

un solo mistero: l’anima fragile.









Frammenti di fermenti

Farneticando fremono per frenare

Fragili orgasmi…

Fantasmi smaliziati che sviliscono

Sviscerando scempi e scenari:

sensazioni…solo disciolte scie…

scialbe albe.





Scrofe schermate…scremare escrementi di scorpioni sordi…

Crampi al cranio, cronache:

è sensato solo il senso del fiume….

Silenzi…silenzi…silenzi.



Armadi bianchi, banchi di nebbia

Tibie nella nebbia bianca

Scheletri da armadio…

Amando la radio, scheletri antenna…

Antenati antennati:

vertigine

per la parola inspiegabile.









Pensieri tremendi sorvolano Marte

Martedì..un martedì di carnevale freddo e freddoloso doloso

Lo so, lo so! Non sarà senza stelle

Il cielo che trema e trama ma non ama…

Pensieri satelliti dunque comunque

Cinque sei sette!

Tutti con grandi tette a torso nudo sorvolano Marte

Tremuli e tremendi…

Tepori sperduti nel gelo…

Geloso?

Forse un po’ ma fra un po’ prendo il volo.













Trema come un bacio

Fermato sul labbro del vento

Nella strettoia del freddo…

Mentre la poesia

Trafigge l’occhio ingenuo

Tra la nube e l’ombra.









Si srotola il gatto

In brevi ansie…

Il sole solletica

Il letto in metamorfosi:

Un campo di stupore?!

Dov’è la ragazza arancio?







Le mie narici nel ventre del vento

Astronomico-notturno

Flessibili le lune nel quadrante del cielo:

gioco circolare

concavo convesso…

confesso un primitivo stupore:

io piango!

Questo straccio di notte

Ancora muta…

Ancora muta?



D’istinto il cielo

Inclina verso est

Dove scivolano cosmo-agonie

E il mio ventre di vento…

Io divento di vento.









Divina ipnosi:

più di un cielo

dal cilindro…

conigli bianchi







Viola le labbra

del cuore…

non per il vento

di mare





La sera

Con occhi grigi…

Cuori quasi azzurri:

rugiada

imita il pianto







Millepiedi e serpenti solari

Devono ai miei occhi…

Campane di farfalle odorose:

storpi suoni

sulle ciglia del vento…

e sembra un pomeriggio

come tanti.







Pane in festa

Fra le mani blu…

D’inchiostro:

un poeta

in piedi

s’un frammento

di cosmo

pane in festa

fra le mani blu













I giunchi trafiggono i sogni umidi di pianto

Del torrente notturno…

Sogni gialli lune accumulate

Di primavera in primavera…

E le spine mordono d’invidia

Le vesti leggere delle adolescenti

Sognate…

Chi sogna i sognatori?











Quanti voli in poesia

in quella saletta in penombra

oltre il banco del bar

fra il fumo caldo del cioccolato…

Guido!

Ancor oggi matto come allora

mi strapiombo col cuore

giù da Mombarcaro…

come quando c’eri tu…

giù… giù…giù…

fino a cercare il mare

che da lassù ci mancava un po’.

Ora mi manchi tu…

Guido…

fratello maggiore.


























           




              Da qui in poi lavori vari archiviati




































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