Divina ipnosi:


più di un cielo


dal cilindro…


conigli bianchi



















                                             AAAXXRRRRRRRRRRRRRRKKAAAZZZ
                                                                                                              CE
                                                                                              MEN
                                                                                        TO


                 PeR UnA EcoLoGiA dell'ARte




quando il caos 
 diventa 
 poetica

                                    e citare pittura vuol dire non fare pittura





Millepiedi e serpenti solari


bevono ai miei occhi


campane di farfalle odorose:


storpi suoni


sulle ciglia del vento…


e sembra un pomeriggio


come tanti.










                                                                                     ffffdreyuyyghc

                                                                                      rrr

                                                                      rrr


                                              RRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR
                     


                                                            r










                                                               R








                                                    8888888888888888888888888888888888888

























ASSONNATI SONNAMBULI SUSSURRANO SONNIFERI

SUONANDO STRUMENTI A FIATO PESANTE


FIAMMIFERI INFIAMMABILI DELLE LORO ANIME


ASTONANTI STAMBECCHI TUTTORECCHI

ASCOLTANO I LORO FLAUTI STORFIANTI

GRIFFIANTI ARTIFICIALI … MUSCHIATI MUSICISTI










                                                                

























questo cielo cieco … No! Grazie non bevo , non bevo petrolio,

ho smesso, dopo la guerra in Irak…sono viola le labbra del cuore

ma non per il vento di mare…millepiedi e serpenti solari si dissetano ai miei occhi…io bevo l’oscuro con logico disprezzo,

lacrime di cheving gum…anche la rugiada non avrà più lacrime

per l’erba domani mattina…domani mattina…quali angeli inventerà il mio cuore di mela?

Spalmo di luna l’anima imburrata … spengo la notte… buon appetito.





























Una lepre lunare

a oriente di Burak

ascolta

riflesse galassie…

un dentice ricettivo

fluttua

nei dintorni di Saturno:

stelle più chiare

scoppieranno negli occhi:

























TUTTO TACE…ASSORDANTE RESPIRA L’ANIMA… COSMOGONIE RUOTANO INTORNO ASSETATE D’AZZURRO…IO SORSEGGIO OCEANI… APPENA…PER LO STUPORE STA IL CIELO SOSPESO…A BOCCA APERTA…
































Un’altalena di nebbia

oscillava fra il pianto

e il cielo notturno…

con petali d’orgoglio

il prato rosso snelliva

il vento dai denti di luna sospesa.

se io fossi stato lì

con cuore di sabbia e monconi d’ali:

ora lo confesserei?






























da Venere a picco sul cuore…

mentre la notte s’apre

in tutta la sua commozione.

qualcosa che ignoro

si aggrappa all’anima…

né dolore né gioia:

cosmica attesa…

con la lentezza di un frutto


























TREMENDO il sofffffffffffffffffffffffffffffffffice PENSIERO

affilato rasoio

e spicchi di luna

SANGUINANOTTE

affondo le dita: l’anima è guanto

DELLA MANO

sinistra.









































Quanti voli in poesia

in quella saletta in penombra

oltre il banco del bar

fra il fumo caldo del cioccolato…

Guido!
































Galleggia laggiù la nave per stupore ingenuo

la nave e la noia galleggiano

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia

la noia




































ermetica l’aria scende grigia dai muri

U

N

U

O

                                                                                                                                                                 MO

laggiù

con la maglia rossa discute avvinazzato



ermetica

l’aria ristagna

schiacciata dalle nubi.






















Pane in festa

Fra le mani blu…

D’inchiostro:

un poeta

in piedi

s’un frammento

di cosmo

pane in festa

fra le mani blu












































































































































Millepiedi e serpenti solari

Devono ai miei occhi…

Campane di farfalle odorose:

storpi suoni

sulle ciglia del vento…

e sembra un pomeriggio

come tanti.


































































La sera

Con occhi grigi…

Cuori quasi azzurri:

rugiada

imita il pianto